Hashish legale

L’hashish legale è un derivato delle infiorescenze di canapa sativa che presenta livelli di THC inferiori ai limiti consentiti dalla Legge 242 del 2016 e di conseguenza del tutto privo di efficacia drogante. Questo avviene poiché le infiorescenze impiegate nella produzione di resina provengono da varietà di cannabis depotenziate e raccolte nel cosiddetto Catalogo Europeo. Prevale dunque la concentrazione di CBD legale, principio attivo che non genera effetti psicotropi e psicoattivi, non provoca sballo o sensazione di euforia ma al contrario svolge un’azione spiccatamente rilassante e distensiva, promuovendo la qualità del sonno e svolgendo il ruolo di coadiuvante nel trattamento di ansia, depressione e stress. Questa è di fatto la differenza principale che intercorre tra l’hashish legale e quello convenzionale, assunto a scopo prettamente ricreativo.

Riconoscere l’hashish legale ( o fumo legale) di buona qualità è relativamente semplice: un importante indicatore è dato infatti dal colore e dalla consistenza che, se setacciato e pressato manualmente, in genere appare dal biondo al marrone e piuttosto morbido al tatto, spesso “sabbioso”. Un hashish prodotto invece per “strofinatura”, tecnica estrattiva originaria dell’India, Pakistan e Afghanistan che prevede lo strofinio delle infiorescenze fresche sui palmi delle mani, appare nero o marrone scuro e piuttosto appiccicoso. Fondamentale è tuttavia individuare eventuali “eccessi di verde”, dati dall’eccessiva presenza di materia vegetale all’interno di tale sostanza. Un semplice “tips” per individuare il fumo buono consiste nel sottoporre alla fiamma una piccola porzione di hashish: la formazione di piccole bolle rappresenta un significativo indicatore di buona qualità.

Come farsi l’hashish buono in casa

Molteplici sono le metodologie per preparare dell’ottimo hashish comodamente a casa propria: tralasciando tecniche particolari quali la Ice-O-Lator che richiede l’ausilio di ghiaccio e apposite strumentazioni, il metodo senza dubbio più semplice è quello dello sfregamento a mano, lo stesso impiegato tradizionalmente anche in Pakistan e Afghanistan. Consiste nell’utilizzare infiorescenze di cannabis fresche, strofinate mediante entrambi i palmi delle mani attraverso un movimento lento e ripetitivo che permette alla resina di depositarsi sulla pelle per poi essere raccolta e compressa in piccole palline o panette. Altrettanto efficace la setacciatura a secco, dove al contrario vengono impiegate infiorescenze essiccate che, una volta deposte su un setaccio o su un telaio a maglia fine, attraverso lo scuotimento e la percussione dello strumento, rilasciano sulla superficie sottostante il cosiddetto kief, costituito dai tricomi, lo stesso che poi viene compresso manualmente costituendo l’hashish.

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